San Luigi de' Francesi, la croce di Othoniel in cui si specchia Caravaggio
Un'artista contemporaneo nella Cappella Contarelli con un progetto in ossidiana e vetro
(di Cinzia Conti) Un rosario di perle rosso sangue si appoggia su un'ossidiana luminosa su cui si riflettono i particolari delle tre opere di Caravaggio che sono il tesoro inestimabile della cappella Contarelli. Nella chiesa di San Luigi de' Francesi, una delle cinque appartenenti ai Pii Stabilimenti della Francia a Roma, arriva la croce dell'artista Jean-Michel Othoniel ad arricchire l'altare dell'eccezionale cappella che custodisce il ciclo di San Matteo, prima importante commissione pubblica caravaggesca. Dopo il restauro della chiesa barocca - la cui illuminazione, le dorature e i marmi sono stati oggetto di un intervento durato diversi anni - l'amministratore dei Pii Stabilimenti, fra Renaud Escande, ha chiesto un progetto all'artista francese già famoso per la realizzazione di numerose croci, in particolare per le cappelle del Ponte di Avignone, per la cappella di Tadao Ando ad Aix-en-Provence e per il tesoro della cattedrale di Angoulême. "La cappella, il cui accesso all'interno è vietato al pubblico, - dice Escande - è uno dei luoghi più visitati di Roma. Da 2.000 a 4.000 persone passano ogni giorno davanti ai Caravaggio, si fermano un momento per ammirare le opere, leggono, se lo desiderano, i testi di presentazione nelle guide o sui pannelli esplicativi e, soprattutto, scattano foto - per i più agili, dei selfie. Non si possono sondare i cuori e sapere se, tra i turisti, i pellegrini e i turisti-pellegrini, vi sia chi compie una vera esperienza spirituale; sta di fatto, però, che allo stato attuale la Cappella Contarelli, sebbene situata nel cuore della chiesa nazionale di Francia a Roma, è oggi più un museo che un luogo di preghiera e di meditazione". Da qui il tentativo di ritrovare la dimensione pastorale che aveva progressivamente perduto. Grazie a un lavoro digitale e virtuale in tre dimensioni, Othoniel e il suo studio hanno scansionato il vetro d'ossidiana e posizionato con precisione tre faccette nella pietra, affinché possano riflettere le figure del santo e dell'angelo nei tre dipinti del Caravaggio Per realizzare quest'opera, l'artista ha creato nel suo atelier a Parigi una replica esatta della Cappella Contarelli in scala reale. Questa architettura effimera gli ha permesso di scolpire la pietra d'ossidiana in funzione della sua posizione sull'altare e all'interno dell'architettura. Ha potuto così verificare i calcoli effettuati al computer e l'esatta posizione delle superfici riflettenti tra le repliche dei tre quadri. Su ciascuna di queste facce, lucidate come specchi neri, appaiono i volti di san Matteo nei diversi momenti della sua storia cristallizzata da Caravaggio. "Umile, discreta, collocata nel cuore della cappella, la croce di Othoniel condensa in un punto di fuga il messaggio più bello che l'umanità abbia mai potuto scrivere: la vita trionfa e la morte muore in un grido d'amore. Con questa croce, speriamo di ricordare a tutte le persone venute ad ammirare i capolavori del Caravaggio che la vita di san Matteo, magnificamente dipinta qualche secolo fa, assume il suo significato e il suo splendore solo perché un uomo, in un giorno della storia, ha voluto rispondere alla chiamata di questo Dio fatto uomo, morto e risorto per amore nostro" dice ancora Fra Renaud Escande. Sulla scelta dell'ossidiana "proveniente dal nero del vetro dei vulcani" su cui si riflette San Matteo "volto di tutti gli uomini nella loro complessità, nella loro sofferenza e nella loro bontà", Othoniel dice: "In questo vetro, il più antico che l'umanità abbia mai conosciuto, l'uomo ha sempre visto la propria immagine uscire dalle tenebre per andare verso la luce: uno specchio dell'anima. È l'ombra della Croce che illumina il mondo".
T.Stoeger--SbgTB