Bocca, '2026 buono per il turismo ma si regolamentino affitti brevi'
Il presidente degli albergatori alla vigilia di Ttg Travel Experience a Rimini
(dell'inviata Cinzia Conti) Un anno soddisfacente con alcuni record ma ancora alcune questioni spinose da risolvere. Le mette sul tavolo alla viglia del Ttg Travel Experience, la manifestazione leader organizzata da Italian Exhibition Group (Ieg) alla Fiera di Rimini dal 14 al 16 ottobre, il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. "Abbiamo avuto - dice in un'intervista all'ANSA - un incremento di presenze e di arrivi che in parte è motivato dal fatto che l'introduzione del Cin, il codice o assegnato dal ministero del Turismo a ogni struttura ricettiva (hotel, B&B, case vacanza e affitti brevi), ha fatto emergere presenze e arrivi che gli anni scorsi viceversa non erano rilevati, erano sommersi, per così dire. Poi sicuramente ci sono delle piazze che sono andate meglio e altre che sono andate peggio e quindi io credo che se noi alla fine dell'anno raggiungeremo i dati di fatturato alberghiero in linea con l'anno scorso, che comunque è stato un ottimo anno, non potremo certo lamentarci. Ce ne fossero sempre anni come il 2025 e il 2026, saremmo soddisfatti". Il tema è sempre quello di non contare le teste dei turisti ma la spesa: "Per quanto riguarda il fatturato, sta andando bene il secondo semestre. Siamo partiti alla grande con le Olimpiadi, poi è scoppiata la guerra e gli americani hanno cominciato a non prenotare più, a non viaggiare. Abbiamo avuto un fermo prenotazione di un mese per i mesi a venire, quindi a maggio e giugno abbiamo un po' sofferto sul mercato nordamericano. Poi si sono tranquillizzati e hanno capito che in Italia non c'erano pericoli e rischi e hanno ricominciato a prenotare, tanto è vero che abbiamo fatto un ottimo settembre, stiamo facendo un ottimo ottobre. La finestra di questi viaggiatori è solitamente a 60-90 giorni". Dall'altra parte anche molti italiani sono rimasti in vacanza in Italia: "Ovviamente ne hanno beneficiato le destinazioni balneari e abbiamo avuto un'ottima affluenza dal mercato europeo. Il Middle East invece è rimasto fermo, per cui alcune piazze come Milano nei mesi di maggio e giugno ne hanno sofferto, ma quella clientela a luglio ha ricominciato a venire, per cui c'è stato qualche momento di stop, però con recuperi assolutamente soddisfacenti che porteranno a un 2026 positivo per il turismo nazionale in linea, noi crediamo, con il 2025". Tra i nodi da sciogliere secondo il presidente degli albergatori rimagono "la riqualificazione delle strutture turistico ricettive (con una misura strutturale di sostegno agli investimenti), lo sviluppo di nuovi servizi (riformando le regole anacronistiche che non consentono di ampliare l'offerta), la riduzione della pressione fiscale (partendo dalle tasse che gravano sugli immobili strumentali anche quando le imprese sono chiuse o semivuote) e il contrasto all'abusivismo dilagante (per garantire la sicurezza e tutelare turisti, cittadini, lavoratori, imprese ed erario)". Bocca sottolinea il grande contributo che le imprese del turismo "offrono alla produzione della ricchezza italiana (234 miliardi di euro), allo sviluppo dell'occupazione (1,6 milioni di dipendenti), all'attivo della bilancia valutaria (57 miliardi di euro spesi dagli stranieri in Italia)" e annuncia una piattaforma programmatica del sistema Federalberghi che sarà approvata ufficialmente dal Consiglio direttivo a Rimini e spera "il governo e il Parlamento accettino e facciano proprio questo contributo di idee, già in occasione della presentazione e della discussione della legge di bilancio per l'anno 2027". Infine il tema affitti brevi che, assicura Bocca, non smetterà mai di trattare: "Noi continuiamo a sostenere che operiamo sullo stesso mercato degli affitti brevi, anzi loro operano sullo stesso mercato nostro. Fino a quando gli si consentirà di affittare per una sola notte secca, sono sul mercato nostro e devono sottostare alle stesse nostre regole; se invece si fissasse un minimum stay di 5 notti, allora lì sarebbe un mercato diverso, perché chi vuole stare 5-7 giorni in una città potrebbe preferire l'alloggio in un appartamento piuttosto che in un albergo. Ma il fatto che loro aprano e chiudano a fisarmonica, anche nei centri storici, solo nei periodi di pressione, senza avere i costi grandissimi che abbiamo noi, questa a mio giudizio è una concorrenza sleale ed è un fenomeno che va regolamentato" E ribadisce: "Nessuno chiede di fermarlo assolutamente, ma va comunque regolamentato meglio". Con il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi Bocca spiega di avere colloqui costanti tutte le settimane. "Ha perfettamente chiare le nostre esigenze e necessità. Quello che io insisto a chiedergli è anche, compatibilmente con i conti pubblici, di puntare sulla riqualificazione del parco alberghiero italiano, con strumenti però che siano semplici. Ad esempio questo ultimo bando da 110 milioni che si chiama Green Tour aveva una domanda da presentare di una tale complicatezza che tante piccole e medie imprese alla fine hanno desistito".
T.Stoeger--SbgTB