Salzburger Tageblatt - Pausa pranzo sempre più cara, +368% in 25 anni, ma 'schiscetta' fa risparmiare 75%

Pausa pranzo sempre più cara, +368% in 25 anni, ma 'schiscetta' fa risparmiare 75%
Pausa pranzo sempre più cara, +368% in 25 anni, ma 'schiscetta' fa risparmiare 75%

Pausa pranzo sempre più cara, +368% in 25 anni, ma 'schiscetta' fa risparmiare 75%

Federconsumatori, servono aumento valore buoni pasto e monitoraggio puntuale dei prezzi

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Mangiare fuori durante la giornata lavorativa è diventato un lusso quasi insostenibile per le tasche degli italiani. Rispetto allo scorso anno i prezzi di bar, tavole calde e punti di ristoro registrano rincari fino all'8%, con un'impennata che raggiunge il +368% se il confronto si estende a 25 anni fa. Un pasto completo tra primo, acqua, dolce e caffè costa oggi in media 16,19 euro per una spesa annua stimata tra i 2.760 euro e i 3.250 euro. È quanto emerge dall'analisi di Federconsumatori su dati dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori (O.N.F.). Di fronte a stipendi bloccati e costi in crescita, molti lavoratori cercano di risparmiare scegliendo prodotti monodose o piatti pronti al supermercato. La soluzione di gran lunga più vantaggiosa resta però la "schiscetta" preparata a casa, che garantisce un risparmio di circa il 75% rispetto al bar. Il costo medio di un pasto home made è infatti di 4,90 euro, con la possibilità di scendere anche sotto i 2 euro prediligendo ingredienti vegetali come i legumi e ottimizzando i tempi di cottura. Federconsumatori, tuttavia, sottolinea la necessità di interventi di natura strutturale per tutelare i lavoratori di fronte ad aumenti che appaiono in molti casi sproporzionati: "In primo luogo, chiediamo un innalzamento del valore dei buoni pasto, spesso del tutto insufficienti a fronte degli aumenti registrati negli ultimi anni". Ma anche una vigilanza più stringente sulle dinamiche di mercato che incidono sul costo della vita quotidiana: "Sollecitiamo un monitoraggio puntuale e continuo dei prezzi praticati da bar, tavole calde, mense, punti di ristoro e gdo. Gli aumenti registrati risultano, infatti, in molti casi, sproporzionati rispetto all'effettivo andamento dei costi di gestione e potrebbero risentire, spesso, di dinamiche poco trasparenti e volontà speculative".

O.Leitner--SbgTB